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1. Conosci te stesso
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7. Contro l'estetica
8. In principio è la responsabilità
9. Il peso e la rabbia
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11. Vergogna e necessità
12. Aurora
13. A brandelli
14. Gavagài
15. La gravità dell'ascesi
16. Stelle fisse
17. Discorso alla nazione
18. La gaia scienza
19. Il candido
20. Saintpunk
21. Nuove esperienze riguardanti il vuoto
22. Invaders
23. Anarchismo metodologico
24. Simposio
25. Alterità e trascendenza
26. Io è un altro, lo zero non esiste
27. Introduzione al narcisismo
28. La psicoterapia materialista
29. Interludio
30. De Ordine
31. De mendacio

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Rapporti, no? (intro)
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mercoledì, 09 febbraio 2005

Golden Hours (sul culto degli dèi)

Ricordi cosa successe a quei due che non siamo più noi, quest’estate? Estate? La loro seconda estate insieme, no? Senza inverni: non hanno mai vissuto un inverno. La tristezza arrivò la notte prima, mentre dormivano. Quel giorno, quando lui rientrò dopo averla accompagnata all’autobus, la tristezza stava ancora lì. Pensava:
la tristezza viene prima che tu te ne vada, perché nasce dal fatto che te ne andrai, eterno ritorno di quando te ne sei andata per tanto, tanto.
In via Rizzoli, dall’altra parte della strada rispetto alla fermata dell’autobus sul quale lei saliva per farsi riportare a casa, c’era spesso una ragazza che stava rannicchiata ai piedi di un pilastro del portico. Pregava con un animale di pezza tra le mani, stringeva le mani in un solo pugno attorno al piccolo animale di pezza, vi appoggiava la fronte pallida, e restava così. Teneva sempre davanti a sé un cappello minuscolo, sempre vuoto, e un rettangolo di cartone con su scritto “ho fame vi prego aiutatemi”. Avrà avuto sì e no ventiquattr’anni. Qualche giorno prima della notte in cui arrivò la tristezza lui aveva lasciato cinquanta centesimi nel cappello, la ragazza aveva alzato il viso dalla pezza e aveva detto “grazie”, sorridendo. Quel giorno, quel giorno di tristezza, dopo il gelato, quando lei salì sull’autobus, lui attraversò la strada e vide la ragazza che si disperava la fronte sulla sua bestia di pezza sporca. Cambiò strada. Quando tornò a casa c’era la tristezza, e alla televisione c’erano le olimpiadi. Pensava:
forse ho smesso di amarti, forse è stato quando tu hai ghignato e detto: tu lo farai, perché sei innamorato di me.
Mise la zucchina a bollire, con un po’ d’aglio. Non ne capiva nulla, ma sai com’era, ogni volta ne inventava una nuova. Era senza metodo, come me. Fece stringere la passata, bella scura e grumosa. Scolò i sedanini, distillò un po' d'olio. Niente male. Uscì un istante sul terrazzo: si stava proprio bene fuori. Non volle perdere tempo. Rientrò in cucina. Mise tutto dentro una vaschetta di stagnola con della carta sopra, e poi mise la vaschetta in una busta, assieme ad una forchetta di plastica e due pezze di scottex. Prese la busta, le chiavi, uscì. Pensava:
forse è stato quando lo scottex era nella vasca a inzupparsi e tu eri alla finestra del bagno, assorta nel lago grigio delle nubi, attendendo un temporale estivo che poi ti ha delusa, e non ti eri nemmeno chinata per salvarlo, lo avevi visto ma non avevi fatto nulla, lo hai lasciato annegare.
Vide il riquadro in fondo a via Oberdan, un riquadro completamente arancione: la tinta dei muri, le persiane e i vetri, i cornicioni, i tetti, le grondaie, le antenne e il cielo, ogni cosa era di una diversa sfumatura di arancione. Si affrettò verso il riquadro che si ingrandiva finché sbucò nell’arancione accecante di via Rizzoli. Allora prese a battere il portico, tentando di focalizzare lo sguardo ai piedi di ogni pilastro, per trovare la dea di via Rizzoli, per servirle la sua cena.

 


Commenti
#1    12 Febbraio 2005 - 20:43
 
«Perchè tu sei innamorato di me» è così che ti ha risposto, no?
È da lì che ha sentito la tristezza avvelenarti il cuore, o l’hai sentito mentre la ragazza guardava la pioggia lasciando lo scottex inzupparsi ed annegare nella vasca? È perchè ti sei sentito come quello scottex, ignorato di fronte ad un fine, che pare, superiore.
È per questo che hai cercato la Dea della Colonna perchè da lei tu saresti stato guardato come la ragazza guardava il temporale estivo e come lei non saresti stato deluso da chi rimane insondabile e scivoloso quanto un temporale e una ragazza da strada?
Perchè sei rimasto con lei?
utente anonimo

#2    13 Febbraio 2005 - 02:15
 
Io non sono lui.
Loro non sono più noi.
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#3    13 Febbraio 2005 - 16:06
 
mi scuso, credevo in un racconto di vita . E' per questo che mi sono permesso di farti queste domande.
E se girassi queste domande al protagonista, tu che lo hai creato e che in fondo un pò lo conosci, potresti rispondere?
grazie
utente anonimo

#4    13 Febbraio 2005 - 16:44
 
Questo merita un post. Al più presto ci provo.
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Commenti

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