Io: -Oh.
Lui: -Oh.
Io: -Oh.
Lui: -Come va?
Io: -Bè, cercavo di farmela passare.
Lui: -Bè, aspettavo che ti passasse.
Io: -Ah, si fa così: invece di non fare una cagata, prima la si fa e poi si aspetta che all’altro passi.
Lui: -No vabbé che c’entra. Io mica ho capito perché sei incazzato, mica me lo hai detto. Io ti avevo avvertito.
Io: -Di cosa?
Lui: -Che chiedevo ospitalità da un altro.
Io: -Sì, però mi hai avvertito dopo che ero venuto a prenderti.
Lui: -No, anche il giorno prima. Ti ho detto che se avevi problemi andavo da un altro.
Io: -E io ti ho detto: «Guarda che non c’è problema, solo che lavoro fino a mezzanotte, ti vengo a prendere e poi magari facciamo una birra veloce e andiamo a letto, perché il mattino dopo devo svegliarmi presto. A me fa piacere vederti. Se a te va bene, facciamo così, altrimenti vai a dormire da qualcuno altro». Ricordi?
Lui: -E infatti io ti ho detto che mi andava bene.
Io: -Appunto!
Lui: -Ma appunto! Sei tu quello che ha detto che non aveva tempo. E poi co’ c’entra? Io ho finito la presentazione a mezzanotte, appena è finita ti ho chiamato.
Io: -Secondo te, se io abito dall’altra parte della città e abbiamo una punta a mezzanotte, io a mezzanotte sono nel luogo della punta o sono a casa?
Lui: -Bè, questo lo sai tu, è un problema tuo.
Io: -Non ti ho detto dove abito, per caso? Non ti ho detto che avevo da fare?
Lui: -E infatti proprio perché lo sapevo ti ho detto che se avevi da fare andavo da qualcun altro.
Io: -Aspetta, no, guarda, non funziona: io ti ho detto quali erano le condizioni, a te stavano bene. Ci ho messo tre quarti d’ora ad arrivare, in autobus, e non ho preso la bici ma l’autobus perché sapevo che tu eri a piedi. Mi hai fatto perdere due ore per niente.
Lui: -E vabbé, due ore non ti cambiano la vita. Ti svegli due ore prima il giorno dopo e bona. Se venivo a dormire da te, perdevi anche più di due ore.
Io: -No, guarda, non capisci. Se devo venire per un motivo vengo, ma se il motivo non c’è e tu mi fai credere che c’è non va bene. Ti è chiaro?
Lui: -Ma appena è finita la presentazione ti ho avvertito!
Io: -Ma perché cazzo non mi hai avvertito prima?
Lui: -Ma ti ho avvertito prima. Quando ti ho detto che se avevi da fare…
Io: -No, no! No!
Lui: -Ma perché no?
Io: -Perché se mi avessi avvertito prima, io a mezzanotte non sarei stato lì, e tu lo avresti saputo che io non ero lì, dato che mi avevi già avvertito, e non avresti avuto bisogno di avvertirmi a mezzanotte. O l’una o l’altra, capisci? Tu stesso non mi avresti chiamato a mezzanotte, né avresti dovuto addurre la scusa “scusa, non potevo chiamarti prima”, se per quello che sapevi mi avevi già avvertito.
Lui: -Vabbè, sei pedante.
Io: -Esatto. Sono pedante. Pedante è chi è costretto a spiegare anche l’ovvio.
Lui: -Boh, guarda non so che dirti, mica ho capito perché sei incazzato...
Io: -Senti, io non so se stai bene, ma ti ricordo che hai trentun anni. Allora. Mi domandi perché sono incazzato. Ti rispondo che avevo da fare e tu…
Lui: -Sì vabbé, ma co' c’entra? Tutti abbiamo da fare. Scusa, io non ho da fare? Solo tu hai da fare?
Io: -Ma che c’entra?
Lui: -Appunto: è quello che dico io: che c’entra?
Io: -Tu mi chiami e mi chiedi un favore, e io te lo faccio.
Lui: -E infatti io mica ti sto dicendo qualcosa! Tu il favore me lo hai fatto! Sei tu che sei incazzato!
Io: -Non è possibile, non ci credo. Senti, riformulo: perché mi hai tirato un bidone? Non perché me ne freghi qualcosa del motivo ma magari capisci perché sono incazzato: perché mi hai tirato un bidone?
Lui: -Io ti ho avvertito, due volte, quindi non ti ho tirato un bidone e poi io se mi tiri un bidone non mi incazzo.
Io: -Ci rinuncio.
Lui: -No, sono io che ci rinuncio. Ho fatto il possibile. Ti ho domandato se dovevo andare a dormire da un altro. Quando sei venuto a prendermi ti ho detto che avrei dormito da un altro, e comunque non sei la mia fidanzata: non puoi incazzarti, questo lo devi capire.
Io: - Ma cosa c’entra la fidanzata? Mi spieghi cosa c’entra? Tu avverti solo la fidanzata quando non rispetti le punte?
Lui: -No, ma infatti ti ho avvertito.
Io: -Ciao.
Lui: -Eh, tanto con te è sempre la stessa storia.
